Community: Tjarko di Großefehn
Questo è il terzo articolo della nostra serie di ritratti della community. Il fotografo Detlef ha fatto visita a Tjarko di Großefehn al Gröönlandhof. Oltre a splendide foto, ci sono anche spunti interessanti.

Progetto di fattoria multigenerazionale a energia positiva
Sezione intitolata “Progetto di fattoria multigenerazionale a energia positiva”Michael: Ciao Tjarko, bello che tu abbia trovato il tempo per un ritratto della community. La vostra fattoria, il Gröönlandhof, è apparsa qualche anno fa su PV Magazine, e alcuni utenti potrebbero aver già sentito il nome. Magari puoi iniziare raccontandoci qualcosa di te?
Tjarko: Sì, volentieri. Sei anni fa abbiamo trasformato la fattoria dei miei genitori, vincolata come bene storico, in un progetto di fattoria multigenerazionale a energia positiva: il Gröönlandhof. Da allora viviamo qui insieme ad altre persone e, tra le altre cose, portiamo avanti anche un progetto di agricoltura supportata dalla comunità. In fattoria abbiamo un furgone elettrico per le consegne, lo Streetscooter, e due auto elettriche. Abbiamo iniziato con una Renault Zoe, che nel frattempo è stata sostituita da una MG ZS e una MG 4. Il tutto è alimentato da diversi impianti fotovoltaici.

4 impianti fotovoltaici, 3 punti di ricarica, 3 auto elettriche e ospiti in vacanza
Sezione intitolata “4 impianti fotovoltaici, 3 punti di ricarica, 3 auto elettriche e ospiti in vacanza”Michael: A proposito di impianti fotovoltaici: Forse possiamo entrare nei dettagli tecnici. Com’è fatto il vostro impianto?
Tjarko: Allora, come dicevo, abbiamo due impianti a immissione totale che presto passeranno all’autoconsumo, e un impianto fotovoltaico da 16 kWp orientato a sud-est che usiamo già per il nostro fabbisogno. Stiamo anche progettando un altro impianto fotovoltaico da 16 kWp orientato a sud-ovest. Il tutto passa da un inverter Fronius Symo e da una grande batteria domestica BYD da 22 kWh. Abbiamo tre punti di ricarica in diverse zone della fattoria: due go-e Charger da 22 kW e un go-e Charger da 11 kW. Con la gestione del carico integrata abbiamo limitato i punti di ricarica a un massimo di 22 kW in totale. Abbiamo assegnato un tag RFID a ogni veicolo, così con evcc si possono seguire facilmente le ricariche. Dato che sempre più ospiti (visitatori della fattoria, ospiti in vacanza ecc.) arrivano con auto elettriche, c’è anche un chip RFID per i veicoli ospite. Negli ultimi due anni siamo riusciti a coprire il 45% della nostra energia di ricarica con l’energia solare!
Per quanto riguarda l’hardware, all’inizio ho fatto girare evcc in prova su un NAS Synology con Docker, ma ora gira su un mini PC come add-on in Home Assistant. Lo trovo più semplice e pratico, e grazie a Home Assistant offre ancora più possibilità di automazione. Inoltre tutti gli abitanti della fattoria possono gestirlo facilmente tramite l’app di Home Assistant.
| Componente | Dettagli |
|---|---|
| Auto | MG 4, MG ZS, Streetscooter, auto degli ospiti in vacanza |
| Caricabatterie | go-e Charger (11 kW, 2 × 22 kW) |
| Inverter ibrido | Fronius Symo GEN24 10.0 Plus |
| Impianto fotovoltaico | 16 kWp orientato a sud-est |
| Batteria domestica | BYD Premium HVM (22,1 kWh) |
| Controllo | evcc su mini PC come add-on di Home Assistant |
| Tariffa dinamica | LUOX energy (ex Lumenaza) |
| In programma | 16 kWp sud-ovest (nuovo impianto) impianto da 27 kWp (da immissione totale ad autoconsumo) impianto da 25 kWp (da immissione totale ad autoconsumo) |
Abbiamo una tariffa dinamica di LUOX energy (ex Lumenaza), perché accettano anche piccoli impianti fotovoltaici per la commercializzazione diretta.
L’unica cosa che resta ora nella lista delle cose da fare è l’integrazione dei termostati wireless Homematic, per alzare con evcc la temperatura delle stanze durante la stagione di riscaldamento quando c’è surplus solare. Dato che nei prossimi anni altri due impianti fotovoltaici (27 kWp e 25 kWp) passeranno dall’immissione totale all’autoconsumo, la configurazione sarà davvero completa.

Michael: È davvero impressionante, sembra che non solo la ricarica dell’auto, ma molti aspetti della vostra vita quotidiana siano integrati in un approvvigionamento energetico sostenibile. Puoi raccontarci qualcosa del tuo background? Perché ti sei avvicinato a questo tema? Come hai scoperto evcc?
Tjarko: Sono ingegnere di sistemi per le energie rinnovabili e mi occupo da molto tempo di produzione, accumulo e gestione dell’energia, sia privatamente sia professionalmente. Come ricercatore ho pubblicato anch’io progetti open data e open source, quindi in generale il tema mi appassiona molto. Ho trovato evcc direttamente su GitHub e ne ho visto subito il potenziale. Soprattutto il fatto che evcc potesse tenere conto del livello di carica dei veicoli molto prima di tante altre soluzioni è stato per me un grande vantaggio.

Le soluzioni basate sul cloud non potranno mai farlo in questa misura
Sezione intitolata “Le soluzioni basate sul cloud non potranno mai farlo in questa misura”Michael: Tjarko, sei un utente di evcc fin dall’inizio: cosa ti affascina del progetto? E cosa ti auguri magari per il futuro?
Tjarko: evcc è sempre stato all’avanguardia nell’integrare quanto più hardware possibile, mantenendo tutte le funzioni facili da capire e da usare. Per il futuro, il vantaggio più grande secondo me è che gira in locale nella rete di casa e può quindi controllare molti sistemi di accumulo. Oltre alla funzione già implementata “blocco della scarica con prezzi dell’elettricità bassi”, di recente è diventato possibile anche “caricare la batteria domestica dalla rete”. Le soluzioni basate sul cloud non potranno mai farlo tra produttori diversi nella misura in cui può farlo evcc.
Il mio desiderio più grande è che la configurazione sia possibile interamente tramite l’interfaccia web e che ci siano anche una o più aziende che distribuiscano evcc insieme all’hardware, così che molti più utenti possano trarre vantaggio da evcc.
Michael: Beh, vediamo quanto in fretta si avvererà questo desiderio. Grazie mille per il tuo tempo e tanti auguri!