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ricarica intelligente

Community: Michael del core team

Michael davanti a casa

Negli ultimi mesi abbiamo conosciuto molti utenti della community. Il ritratto di oggi è un po’ diverso: il fotografo Detlef passa al ruolo di intervistatore e parla con Michael del core team di evcc.

“Il miglior software non serve a niente se nessuno lo conosce”

Sezione intitolata ““Il miglior software non serve a niente se nessuno lo conosce””

Detlef: Oggi ci scambiamo i ruoli e tocca a te rispondere alle domande. Ho conosciuto te e il progetto grazie a uno dei tuoi interventi. Sei una specie di “capo di evcc”?

Michael: No, non mi descriverei così. Faccio parte del core team di tre persone insieme ad Andi e Uli. Insieme lavoriamo a questo progetto e ci dividiamo i vari compiti che un progetto open source di queste dimensioni comporta.

Mi occupo soprattutto dello sviluppo dell’interfaccia, ma curo anche la nostra comunicazione verso l’esterno. Questo comprende il sito web, gli articoli del blog, gli adesivi, la documentazione, un po’ di social media e qualche intervento a conferenze o in video su YouTube. Lo faccio perché penso che il miglior software non serva a niente se nessuno lo conosce.

Detlef: Qual è stato il tuo primo contatto con evcc?

Michael: Il mio primo contatto con evcc è stato probabilmente come quello della maggior parte degli utenti. Nel 2020 avevamo ordinato un’auto elettrica e cercavo una soluzione per ricaricarla con il surplus solare. Molto ingenuamente pensavo che sarebbe bastato comprare un caricabatterie intelligente per risolvere tutto. La realtà è stata deludente: soluzioni chiuse, legate a un solo produttore, servizi cloud, soluzioni proprietarie, niente di tutto questo era ciò che volevo.

Poi mi sono imbattuto in evcc. Il software era minimalista, modulare e aveva uno stack tecnologico interessante con Go e Vue.js. All’epoca il progetto aveva solo pochi mesi. Ho dato i miei primi contributi e sono entrato presto nel core team. Quasi cinque anni dopo, il software ha fatto tantissima strada.

Michael su una panchina accanto al caricabatterie Go-e

Detlef: Immagino che tu abbia una tua installazione di evcc. Com’è fatta?

Michael: Il nostro percorso è iniziato nel 2017 con un impianto fotovoltaico da 9,8 kWp esposto a sud. All’epoca qui in Germania era importante restare sotto il limite di 10 kWp. Nel 2023 abbiamo coperto di moduli anche il resto del tetto a nord e il carport. In totale ora sono 18 kWp più una batteria domestica da 12,8 kWh. Queste aggiunte hanno aumentato la nostra autosufficienza.

Lo schema evcc di Michael

Naturalmente usiamo evcc per ricaricare la nostra auto elettrica con l’energia solare. Cerco però di usare anche tutte le altre funzioni che abbiamo integrato finora nel software. Da marzo a ottobre una resistenza elettrica da 3 kW controllata da evcc si occupa della produzione di acqua calda sanitaria. Usa solo il surplus solare o elettricità di rete molto economica. Perfino la nostra e-bike è collegata a una presa che fornisce corrente solo quando c’è il sole.

Il motivo non è tanto il risparmio. La nostra caldaia a pellet scalderebbe l’acqua a un costo un po’ più basso, e il consumo della e-bike è trascurabile rispetto a quello dell’auto. Per me però è importante usare in prima persona le nuove funzioni nella vita di tutti i giorni. Fedele al motto dello sviluppo software: Eat your own dog food.

ComponenteDettagli
Impianto fotovoltaico18,1 kWp in totale
7,7 kWp a sud (SolarEdge)
9,0 kWp a nord (Sungrow)
1,4 kWp carport (Hoymiles & AhoyDTU)
Batteria domestica12,8 kWh Sungrow
VeicoliTesla Model 3
CaricabatterieEasee Home, Go-e Gemini
Resistenza elettrica3 kW TA Aton via PWM
E-bikeShelly 1PM
Tariffa dinamicaOctopus Energy

La forza della community al posto del sapere degli esperti

Sezione intitolata “La forza della community al posto del sapere degli esperti”

Detlef: Oggi evcc supporta centinaia di dispositivi e servizi. Li conosci tutti?

Michael: Le funzioni sì, ma i dettagli delle singole integrazioni di sicuro no. Gli esperti di compatibilità dei dispositivi sono Uli e Andi. Le nuove integrazioni di dispositivi arrivano quasi sempre da membri della community che possiedono il dispositivo in questione. A volte questi utenti sono anche sviluppatori e possono proporre pull request. Nella maggior parte dei casi troviamo una soluzione insieme agli utenti.

Il bello della nostra architettura è che per lo sviluppo delle funzioni le particolarità dei singoli dispositivi non contano. Grazie al nostro modello di dati unificato, le batterie domestiche, ad es., si gestiscono sempre allo stesso modo, indipendentemente da marca e modello. Se un dispositivo offre altre funzioni, come la commutazione delle fasi o la possibilità di essere controllato, nell’interfaccia compaiono automaticamente le opzioni corrispondenti.

Michael inserisce il connettore nel caricabatterie Go-e

Detlef: Parliamo di open source. Ti entusiasma ancora dopo tutti questi anni?

Michael: Assolutamente. L’open source è imbattibile: creiamo una sorta di database che gestisce in modo uniforme le interfacce di quasi tutti i caricabatterie, gli inverter e gli altri dispositivi. Questa idea di sapere libero è affascinante e una risorsa incredibilmente preziosa, anche per altri progetti.

Detlef: Molti produttori offrono sistemi proprietari, mentre alcuni produttori di inverter stanno aprendo le loro interfacce. Cosa significa questo per il vostro progetto?

Michael: Hai ragione. Molti produttori ormai integrano funzioni di ricarica intelligente. In un mondo ideale la gestione intelligente dell’energia dovrebbe essere il più semplice possibile. Tesla lo fa abbastanza bene con la combinazione di Powerwall, caricabatterie e veicolo. Ma appena esci dall’ecosistema, con un altro veicolo o integrando una pompa di calore, diventa complicato. È qui che servono soluzioni come evcc.

Detlef: Credi che evcc troverà utenti anche oltre gli appassionati di informatica?

Michael: Penso di sì. Oggi servono ancora un po’ di basi tecniche o almeno un po’ di passione per il fai da te. Stiamo però lavorando per rendere la prima configurazione semplice come quella di un router di casa. Così il software diventa accessibile anche a utenti meno esperti di tecnologia.

Naturalmente i servizi cloud sono ancora più facili da usare: registrarsi, inserire le credenziali, fatto. Ma poi dipendi dal fornitore del cloud e devi fidarti di come tratta i tuoi dati e della sua stabilità. Una soluzione locale tra le tue quattro mura ti dà il pieno controllo. Indipendenza, stabilità e sovranità sui dati sono criteri importanti.

Detlef: Con le richieste di funzioni su GitHub non potete accontentare tutti. Chi decide cosa entra nella prossima versione?

Michael: Contano diversi fattori. La nostra linea guida è non sovraccaricare l’interfaccia con impostazioni che vanno spiegate, ma anche non implementare un “comportamento magico” che potrebbe sorprendere gli utenti. A volte questi obiettivi si contraddicono. Nel dubbio rifiutiamo le richieste di funzioni, ma grazie alle interfacce aperte molte cose si possono intanto realizzare esternamente, con script propri o con Home Assistant.

Ovviamente conta anche la domanda. A lungo abbiamo supportato i dispositivi di riscaldamento solo come plugin, per concentrarci sulle nostre funzioni principali, la ricarica delle auto elettriche. Dall’inizio dell’anno però abbiamo integrato pompe di calore di oltre 20 produttori, semplicemente perché moltissimi utenti lo volevano e la maggior parte dei meccanismi necessari esisteva già in evcc.

Michael nel locale tecnico con gli inverter Sungrow e SolarEdge

Detlef: Per me evcc è sempre stato un progetto per soluzioni di ricarica indipendenti dai produttori, ma oggi è praticamente un EMS universale. Come vedi il futuro?

Michael: Domanda interessante. Non c’è una roadmap ufficiale. Il modello di finanziamento da parte della community ci dà libertà: nessun vincolo esterno, nessuna milestone o obiettivo di dominio del mondo con scadenze fisse.

La nostra unica motivazione è adattare al meglio il software ai desideri degli utenti. La community tiene vivo il progetto e ne indica la direzione. Non ci interessa definirci “EMS universale” né spuntare tutte le caselle nei confronti tra prodotti. Quello che conta è offrire soluzioni alle esigenze reali degli utenti.

Quanto al futuro: tra le funzioni più richieste ci sono visualizzazioni e statistiche che vadano oltre le sessioni di ricarica. Una sorta di dashboard come quella che trovi nelle app dei produttori di inverter. Abbiamo già molte idee in merito.

Un altro grande tema sono i miglioramenti al controllo intelligente. Pensiamo di includere nei nostri algoritmi le previsioni di produzione e consumo. Sono importanti anche una buona integrazione con sistemi di ottimizzazione esterni e servizi basati sull’IA. Anche qui cerchiamo sempre persone motivate che vogliano contribuire. Se ti interessa, contattaci pure su Slack.

Detlef: Da parte mia e a nome di tutti gli utenti di evcc: grazie mille per come porti avanti il progetto. Mi fa piacere ogni volta ricaricare la mia auto con l’energia che produco io.

Michael: Grazie per le domande e per l’occasione di trovarmi, per una volta, dall’altra parte dell’intervista.


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